Il progetto IJATZ - LA SEMILLA é la realizzazione di un centro comunitario polifunzionale per la riabilitazione psicosociale, la riattivazione economica, l’educazione dei bambini e la formazione professionale che si vada adattando alle necessitá che si presentino nella Comunitá di Panabaj. Tutte le attivitá hanno radici e tendono al rafforzamento della cultura Maya Tzutujil.

L’idea di questo progetto nasce con la gente e senza alcun intervento di OG e ONG: non abbiamo a nostra disposizione grandi fondi che ci permettano pianificare la costruzione delle installazioni come é consueto peró godiamo della libertá di poter adattare il progetto al contesto sociale, cosí mutevole in un momento di ricostruzione integrale come quello che si sta cominciando qui.

IL POSTO

Il centro sorgerá a meno di 500 metri dal posto dove si sono installati i rifugi provvisori per gli evacuati e dove si costruiranno le case definitive: per una comunitá obbligata ad un cambio cosí violento e radicale riteniamo che sará d’auito poter disporre di una struttura propria, fatta da loro e secondo i loro bisogni.

LE ATTIVITÁ

Per le donne:  riattivazione economica e formazione professionale

Laboratori di artigianato alternativo e riciclaggio artistico

Miglioramento della qualitá dell’artigianato locale

Vendita dei prodotti nel mercato internazionale e nel circuito del commercio equo e solidale

Lavoro nel ristorante del centro che offrirá piatti tipici della tradizione Tzutujil

Corsi di cucina e pasticceria

Corsi di informatica e spagnolo

Per i bambini: educazione e cultura

Corsi di cultura Maya (lingua, tradizioni, storia y mitologia)

Corsi di informatica e spagnolo

Scuola di arte indigena: musica, pittura e teatro

Parco giochi

Sostegno psicologico

Per gli adolescenti: formazione professionale

Bottega per la creazione di falegnami, idraulici ed elettricisti

Scuola alberghiera

Corsi di informatica e spagnolo

Per tutta la comunitá:

Riabilitazione psicosociale mediante la attivitá comunitarie del centro

Creazione di posti di lavoro durante la fase di costruzione

Miglioramento della qualitá della vita mediante l’abilitazione delle famiglie all’ecoturismo comunitario: i volontari del centro si albergheranno in case abilitate

Creazione di posti di lavoro nell’insegnamento della lingua Tzutujil in corsi che si proporranno a volontari e turisti

Preparazione al disatro e prevenzione del rischio: educazione al rispetto dell’ambiente

COME COMINCIARE

Il terreno dove si costruirá il centro é stato donato dalla Chiesa Cattolica ad ADECCAP (Associazione per lo sviluppo comunitario del Cantone Panabaj) ed i volontari, in qualitá di consulenti di ADECCAP, si occuperanno della costruzione del centro, usando mano d’opera e materiali locali, e del suo funzionamento fino a quando membri della comunitá avranno acquisito la formazione necessaria per la gestione.

Affinché il centro sia utile quanto prima, a mano a mano che gli spazi sarano costruiti si dará inizio alle attivitá corrispondenti.

Lo sviluppo delle attivitá del centro seguirá e contribuirá al processo di normalizzazione della vita di Panabaj.

Ora siamo in una situazione d’emergenza perché le persone non hanno di che vivere, ragion per cui la prima delle attivitá é dar lavoro agli uomini della comunitá nella costruzione del centro e alle donne attrezzando laboratori artigianali in un edificio giá esistente nel terreno del centro.

Seguono progressivamente le attivitá tese a migliorare la qualitá della vita della Comunitá: la formazione professionale per i giovani e le donne, spazi di studio e intrattenimento per i bambini.

Tutte le attivitá sono state concertate con la Comunitá e sono soggette a cambi qualora si presentino nuove necessitá o desideri dei fruitori.

IL NOSTRO LAVORO A PANABAJ

La situazione che si sta vivendo a Panabaj é molto complessa, a causa della devastazione provocata da Stan, per il contesto storico e sociale e per l’ampiezza del processo di ricostruzione.

Anche il contesto nazionale ha la sua rilevanza: in Guatemala l’adempimento degli accordi di pace del 1996 ed il rispetto dei diritti umani sono mete lontane dall’essere ragguinte: gli assassini di innocenti del “Conflitto armato” restano ancora impuniti,  non sono garantite la libertá d’opinione e di stampa, come sta a dimostrare l’alto numero di omicidi politici degli ultimi anni, le popolazioni Maya rappresentano la parte piú povera del Paese: non gli sono garantiti il diritto ad una vita dignitosa, all’educazione, alla salute.

La povertá, la sottoalimentazione e l’analfabetismo caratterizzano gran parte della popolazione indigena guatemalteca. Il mondo dei bianchi discendenti dei conquistatori, la capitale, e la zona rurale Maya sono luoghi lontani ed estranei, che parlano lingue diverse: il razzismo é una triste realtá.

Il bisogno di sviluppo dell’area di Panabaj ha radici profonde e soluzioni possibili complesse: i Maya Tzutujil di Panabaj, come molti altri popoli indegeni del nostro mondo, hanno continuato a lottare parché si rispetti la loro cultura e mai hanno fermato il loro camminare verso il futuro, peró il cammino é lungo, ed ora ancora di piú.

Il nostro lavoro qui, in questa realtá ed in questo momento di ricostruzione integrale, che puó mettere in pericolo gli stessi diritti umani delle persone colpite ed il diritto a vivere secondo la loro antica cultura, non puó essere settoriale e non puó prescindere dalla realtá quotidiana: il nostro progetto mira allo sviluppo integrale dell’area e l’estrema scarzezza di mezzi disponibili per affrontare le diverse fasi del processo di normalizzazione e le necessitá urgenti che sorgono qui, non possono esserci estranee.

Il nostro obiettivo é chiaro, ed il nostro lavoro sará flessibile alle esigenze che si presentino: speriamo che le persone che vorranno collaborare con noi condividano questa visione ampia di appoggio ai Maya Tzutujil di Panabaj e vogliano con loro         “ aprire cammino andando” (Antonio Machado).